Politiche di Safeguarding

L’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio adotta e implementa la politica di Safeguarding, in piena osservanza delle normative vigenti. Con il termine Safeguarding si intende l’insieme di misure, politiche e pratiche messe in atto per prevenire e affrontare abusi, violenze, discriminazioni e ogni forma di condotta inappropriata nei confronti di minori, persone vulnerabili e di tutti i soggetti coinvolti nella vita associativa. L’obiettivo principale è garantire un ambiente sicuro, rispettoso, equo e inclusivo per tutti, in cui ogni persona possa sentirsi accolta, tutelata e valorizzata, a prescindere dall’età, dal genere, dalle condizioni personali o sociali.

Le politiche di safeguarding si applicano a tutte le persone che, a vario titolo, fanno parte della vita associativa dell’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio o che con esso collaborano, al fine di garantire un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso per tutti.

In particolare, si applicano a:

– Rappresentanti e dirigenti dell’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio, in quanto soggetti responsabili della corretta applicazione delle misure di prevenzione, vigilanza e risposta previste dalle politiche di safeguarding;

– Associati e tesserati, che sono tenuti a conoscere a rispettare le regole di condotta. Al fine di contribuire alla costruzione di un contesto sportivo positivo che possa essere tutelante anche per le persone piu vulnerabili.

– Collaboratori e collaboratrici, siano essi volontari o retribuiti, che operano a contatto con minori o persone adulte, in ambito sportivo, educativo, amministrativo o organizzativo, i quali devono sottoscrivere l’impegno a rispettare il Codice di Condotta e il Modello Organizzativo e di Controllo;

– Qualsiasi individuo o organizzazione che intrattenga relazioni formali o contrattuali con l’associazione, come fornitori di servizi, enti partner, operatori esterni, tecnici, educatori, allenatori, per i quali valgono gli stessi principi e obblighi di tutela, prevenzione e rispetto.

In ottemperanza al D.Lgs. 39/2021, che introduce specifici obblighi per gli enti sportivi in materia di prevenzione e contrasto di abusi, violenze e discriminazioni, e in coerenza con le linee guida nazionali emanate dal nostro ente affiliante, UISP APS, l’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio ha formalmente nominato come proprio Responsabile Safeguarding la dr.ssa Laura Bomboi.

Le funzioni del Responsabile Safeguarding includono:

– Vigilare sull’effettiva applicazione del Modello Organizzativo e di Controllo e del Codice di Condotta adottati dall’associazione

– Ricevere, gestire e documentare segnalazioni relative a comportamenti scorretti, inappropriati o potenzialmente dannosi nei confronti di minori e adulti;

– Agire come punto di riferimento per tutte le persone tesserate, collaboratrici e collaboratori, garantendo l’ascolto attivo, la tutela e la riservatezza;

– Promuovere iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione interna sui temi del rispetto, della prevenzione degli abusi e delle pari opportunità;

– Collaborare con gli organi direttivi dell’associazione e con le autorità competenti, quando necessario, assicurando trasparenza e responsabilità nelle procedure.

Come inviare una segnalazione

Chiunque, persona associata, tesserata, collaboratore, volontario, genitore, tutore o terza parte, intenda segnalare situazioni potenzialmente a rischio, comportamenti non appropriati o che violino le politiche di safeguarding, può farlo in forma riservata e tutelata, a garanzia della sicurezza e del rispetto di tutte le parti coinvolte. È possibile scrivere direttamente al Responsabile del Safeguarding all’indirizzo mail safeguarding@ildanzificio.it

Tutte le segnalazioni saranno gestite con la massima riservatezza, nel pieno rispetto della normativa vigente e dei principi di ascolto, imparzialità e protezione.

Documenti Ufficiali

La documentazione ufficiale costituisce il quadro di riferimento normativo e operativo per l’attuazione delle politiche di safeguarding all’interno dell’associazione. Tali documenti sono stati approvati con delibera dell’assemblea del Consiglio Direttivo del 19/06/2024 e dell’assemblea dei soci il 27/04/2025. 

Tale materiale, fondamentale per contribuire attivamente alla creazione di un ambiente sicuro, rispettoso e inclusivo per tutte le persone coinvolte nelle attività associative, ed è consultabile presso la sede operativa della nostra associazione.

Codice di condotta ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 39/2021

Il presente Codice di condotta si applica:

  • a tutte le persone che rappresentano e/o dirigono l’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio (ASD iscritta al RASD)
  • ai relativi associati/soci;
  • ai relativi collaboratori;
  • e a qualunque    altro     individuo    o     organizzazione  che      abbia     relazioni di carattere formale/contrattuale con l’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio

Gli impegni assunti

Il Codice di condotta prevede l’assunzione dell’impegno a rispettare il Modello organizzativo e di controllo adottato con delibera dell’assemblea del Consiglio Direttivo del 19/06/2024 e dell’assemblea dei soci il 27/04/2025 al fine di:

  • promuovere un ambiente di apertura all’ascolto, in relazione a questioni che riguardano la loro tutela, per facilitare l’esposizione di problematiche e/o segnalazioni circa atti discriminatori o presunti abusi;
  • assicurare la condivisione e diffusione di un senso di responsabilità comune tra i membri dello staff, in materia di discriminazioni, tutela di bambini, bambine e adolescenti e persone adulte;
  • incoraggiare le persone di minore età ad esporre problemi e preoccupazioni;
  • rendere coscienti i genitori o i tutori dei diritti di bambini, bambine e adolescenti, ciò che è accettabile o inaccettabile e su cosa fare se sorge un problema;
  • essere chiari verso genitori e tutori circa l’atteggiamento professionale che potranno aspettarsi dai collaboratori dell’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio, nonché dai relativi rappresentanti e chiarire nel dettaglio cosa si può fare in caso di problematiche relative ad abuso su bambini.

Tutti collaboratori – volontari e retribuiti – ed i dirigenti dell’UISP APS e delle organizzazioni affiliate non devono pertanto mai:

  • colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente o psicologicamente di una persona;
  • impegnarsi in attività sessuali o avere un rapporto sessuale con individui di età inferiore ai 18 anni, indipendentemente dalla definizione della maggiore età o dalle modalità di consenso legalmente riconosciute nei diversi paesi;
  • avere atteggiamenti nei confronti di bambini, bambine e adolescenti che – anche sotto il profilo psicologico – possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;
  • usare atteggiamenti e linguaggi discriminatori;
  • escludere dalle attività sportive persone per colore della pelle, lingua, religione, nazionalità o origine nazionale o etnica, così come per convinzioni personali, sesso, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità o altre caratteristiche personali o status.

e non è pertanto ammesso:

  • Punire fisicamente o mettere in atto comportamenti umilianti e degradanti nei confronti delle persone di minore età e adulte;
  • Utilizzare modalità manipolative di bambini, bambine e adolescenti né in termini di “costrizione” psicologica né in termini di sfruttamento del talento né, tantomeno, con interventi dopanti per l’incremento della prestazione sportiva;
  • Usare linguaggi abusivi e/o offensivi, discriminatori;
  • Dare suggerimenti o consigli inappropriati;
  • Comportarsi in maniera inappropriata o sessualmente provocante;
  • Stabilire o intrattenere contatti “continuativi” con bambini, bambine e adolescenti utilizzando strumenti di comunicazione online personali (e-mail, chat, social network, etc.);
  • Permettere a persone di minore età con cui si lavora di dormire nella propria casa senza sorveglianza e autorizzazione preventiva del proprio diretto responsabile;
  • Dormire nella stessa stanza o nello stesso letto con una persona di minore età con cui si lavora;
  • Fare per bambini, bambine e adolescenti cose di carattere personale che essi stessi possono fare da soli;
  • Dare denaro o beni o altre utilità ad una persona di minore età al di fuori dei parametri e degli scopi stabiliti dalle attività;
  • Tollerare o partecipare a comportamenti che sono illegali, o abusivi o violenti, discriminatori, inappropriati che mettano a rischio la sicurezza delle persone;
  • Agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare bambini, bambine, e adolescenti e adulti o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
  • Discriminare, trattare in modo differente o favorire alcune persone, anche di minore età escludendone altre.

È essenziale che i collaboratori ed i dirigenti dell’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio portino avanti attività volte a:

  • adottare e applicare politiche di tolleranza zero nei confronti della discriminazione, anche per quanto riguarda le sanzioni, e a rispettare i principi di fair play e integrità;
  • esortare le autorità locali, regionali e nazionali a fornire sostegno finanziario alle associazioni e società sportive, in particolare a quelle situate in quartieri svantaggiati, e a promuovere progetti sportivi educativi;
  • garantire la parità di accesso allo sport per tuttɘ:
    • eliminando le barriere e le discriminazioni nei confronti dei gruppi minoritari, anche per quanto riguarda le sedi e le attrezzature e l’abbigliamento;
    • sviluppando politiche di equità di genere e di inclusione che offrano alle donne e ai gruppi di minoranza pari opportunità di partecipazione, compreso lo stesso sostegno finanziario creando spazi sportivi accoglienti e attenti alle differenze;
  • creando impianti sportivi accessibili, rimuovendo le barriere architettoniche o installando elementi per le persone con disabilità, ad esempio rampe e attrezzature in Braille;
    • sostenendo coloro che parlano apertamente dei problemi di discriminazione e incoraggiandoli a denunciare le discriminazioni di cui sono vittime o testimoni.

e, con particolare riferimento alle attività che coinvolgono minori, adottino condotte tese a:

  • valorizzare le capacità e le competenze dei/delle minorenni attraverso metodologie e didattiche partecipative e inclusive;
  • rispettare i peculiari e individuali “tempi di crescita auxologica e psicosociale, di apprendimento e di azione”; un diritto alla lentezza e alla velocità … insieme, allo stesso tempo, nello stesso gioco;
  • assumere comportamenti educativi in cui ogni persona di minore età possa costruire positivamente la propria identità e la propria autostima; possa eccellere e sbagliare sentendosi comunque valorizzata; possa rischiare in sicurezza godendo della vertigine e del piacere del proprio corpo in azione;
  • prevedere modalità organizzative e di progettazione delle attività in cui ogni persona di minore età possa esprimere il proprio parere sulle decisioni dell’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio e si senta ascoltata nel momento in cui si prendono decisioni che la riguardano;
  • comunicare a bambini, bambine e adolescenti che tipo di rapporto si debbono aspettare di avere con le persone che collaborano con l’associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio e li incoraggiano a segnalare qualsiasi tipo di preoccupazione;
  • vigilare in merito all’identificazione di situazioni che possano comportare rischi per bambini, bambine, adolescenti e adulti e sappiano gestirle;
  • organizzare il lavoro e il luogo di lavoro in modo tale da minimizzare i rischi di abuso e discriminazioni sulle persone;
  • garantire ai minori di essere sempre visibili da altri adulti, per quanto possibile, mentre lavorano con bambini, bambine e adolescenti.

Modello organizzativo e controllo ai sensi dell’art.16 del D.Lgs. 39/2021

L’associazione sportiva associazione sportiva dilettantistica Il Danzificio vuole essere per tutti un luogo in cui le persone si sentono accolte e al sicuro. Con questo obiettivo viene adottato il Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva come previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del D.Lgs. n. 39 del 28 febbraio 2021, alla luce delle linee guida adottate dalla UISP, organismo sportivo affiliante, consultabili alla pagina https://www.uisp.it/nazionale/pagina/atto-costitutivo-statuto-e-regolamenti, che costituiscono parte integrante del presente modello e alla cui lettura integrale pertanto si rinvia.

L’Associazione affiggerà nei locali degli impianti sportivi in uso il presente modello ed il codice di condotta unitamente alle linee guida elaborate dall’organismo sportivo affiliante. Tali documenti vengono trasmessi a mezzo posta elettronica agli associati, anche in occasione di ogni relativa modifica.

Conosci i tuoi diritti?

A tutti i soci e tesserati sono riconosciuti i diritti fondamentali:

  • a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo;
  • alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
  • a che la salute e il benessere psico-fisico siano garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.

Siamo consapevoli di cosa significhi l’abuso in contesti sportivi? Come individuare le persone a rischio e le forme di potere nello sport?

La Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni crea o diffonde contenuti utili ad una corretta percezione del rischio diretti ai collaboratori, atlete/i e relativi famigliari anche organizzando eventualmente incontri di confronto per valutare insieme sia le misure di prevenzione che quelle di segnalazione e gestione dell’abuso.

Senti che i tuoi diritti sono stati violati?

In associazione ti senti isolata/o o intimidita/o? Ti senti forzata/o dagli allenatori a svolgere un’attività fisica inappropriata, magari perché sei infortunata/o? Ti senti a disagio per battute sessualmente esplicite o hai subito molestie sessuali fisiche? Hai visto altre persone vittime di abusi in associazione? Hai provato a segnalare il problema al dirigente o al tecnico ma non hanno fatto nulla?

Puoi rivolgerti alla Dott.ssa BOMBOI LAURA, nominata Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. La puoi contattare, anche per chiedere un incontro, alla mail:  safeguarding@ildanzificio.it. La Responsabile è pronta ad ascoltarti e ad accogliere le segnalazioni di abusi che senti di aver subito o di comportamenti che hai visto adottare anche nei confronti di altre persone in associazione. Il suo ruolo è anche quello di esaminare con il Consiglio Direttivo tutte le azioni che possano migliorare la qualità della vita in associazione. Se vuoi, puoi chiedere che le dichiarazioni non siano verbalizzate e trasmesse agli organi competenti: la Responsabile è tenuta a rispettare questa volontà a meno che non sia evidente o accertata la responsabilità del segnalante per reati di calunnia o diffamazione o comunque per illeciti integrati mediante la stessa segnalazione.

Analisi, valutazione e mitigazione dei rischi

a)     I collaboratori

L’organo amministrativo deve interrogarsi in merito a come vengono selezionate e formate le risorse umane valutando aspetti quali:

  1. Analisi dei relativi curricula;
  2. Avvenuta acquisizione del certificato penale del datore di lavoro con riferimento ai collaboratori retribuiti e volontari che hanno rapporti diretti con minori;
  3. Attivazione di percorsi di informazione/formazione sul tema, partecipazione a corsi e incontri promossi dagli organismi sportivi affilianti.

b)  Come si caratterizza la vita negli spogliatoi?

Misure di sicurezza: salvo che nel corso di manifestazioni sportive, nell’impianto sportivo accedono gli associati e tesserati e gli esercenti la potestà genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati. Gli esercenti la potestà genitoriale di minori, interdetti e inabilitati, accedono all’impianto per supportarli ma non interferiscono con le attività didattiche/di allenamento/sportive partecipando a momenti di confronto con istruttori/allenatori pianificati.

Durante le sessioni di allenamento o di prova non è consentito l’accesso agli spogliatoi a utenti esterni o genitori/accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate sotto i 10 anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale.

c)  Come organizziamo le trasferte

In caso di trasferte che prevedano un pernottamento, agli atleti e alle atlete dovranno essere riservate camere, eventualmente in condivisione con atlete o atleti dello stesso genere, diverse da quelle in cui alloggeranno tecnici, dirigenti o altre persone dello staff, salvo nel caso di parentela stretta. Durante le trasferte di qualsiasi tipo è dovere degli accompagnatori vigilare sugli atleti e atlete accompagnati, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante ai fini del presente modello.

L’associazione sportiva è inclusiva?

L’Associazione sportiva deve garantire ai tesserati pari diritti e opportunità, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.

Per questo motivo l’associazione sportiva si impegna a garantire:

  • l’accesso alla pratica sportiva ai disabili prevedendo, come requisito preferenziale in sede di selezione delle risorse umane, curriculum di studi e di esperienza inerenti;
  • l’accesso alla pratica sportiva anche a persone in situazione di fragilità economica prevedendo l’eventuale erogazione di borse di studio;
  • la programmazione di iniziative interculturali per favorire la reciproca conoscenza degli associati provenienti da Paesi diversi.

Come contrastiamo comportamenti lesivi e come gestiamo le segnalazioni?

  • In caso di presunti comportamenti lesivi, da parte di tesserati/e o di persone terze, nei confronti di altri tesserati/e, soprattutto se minorenni, deve essere tempestivamente segnalato (entro le 24 ore) alla Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni tramite comunicazione a voce o via posta elettronica all’indirizzo email safeguarding@ildanzificio.it;
  • In caso dei suddetti comportamenti lesivi, se necessario, deve essere inviata segnalazione al Garante per la tutela dei tesserati/e dagli abusi e dalle condotte discriminatorie – Safeguarding Office all’indirizzo email safeguardingofficer@uisp.it;
  • In caso di comportamenti che si ritengono penalmente rilevanti, la Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni deve notificare i fatti di cui è venuta a conoscenza alle forze dell’ordine;
  • L’Associazione garantisce l’adozione di misure tese a prevenire qualsivoglia forma di vittimizzazione secondaria dei tesserati e tesserate che abbiano in buona fede:
    • presentato una denuncia o una segnalazione;
    • manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
    • assistito o sostenuto un altro tesserato/a nel presentare una denuncia o una segnalazione;
    • reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;
    • intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di safeguarding.

Nell’ambito del procedimento disciplinare, l’identità della persona segnalante non può essere rivelata, ove la contestazione dell’addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione, anche se conseguenti alla stessa. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione e la conoscenza dell’identità della persona segnalante sia indispensabile per la difesa dell’incolpato, la segnalazione sarà utilizzabile ai fini del procedimento disciplinare solo in presenza del consenso espresso della persona segnalante alla rivelazione della propria identità.

Quali sanzioni applichiamo?

A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti alla mancata attuazione colposa o violazione dolosa delle misure indicate nel Modello e nel Codice di condotta; alla violazione delle misure poste a tutela del segnalante; all’aver effettuato segnalazioni infondate con dolo o colpa grave; l’aver violato gli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione; l’aver violato le disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei confronti dei destinatari del presente modello; gli atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione e la mancata applicazione del presente sistema disciplinare.

Le sanzioni comminabili sono diversificate in ragione della natura del rapporto giuridico intercorrente tra l’autore della violazione e l’Associazione, nonché del rilievo e gravità della violazione commessa:

a) sanzioni nei confronti dei collaboratori retribuiti

I comportamenti tenuti dai collaboratori retribuiti in violazione delle disposizioni del presente modello, inclusa la violazione degli obblighi di informazione nei confronti dell’Associazione, e della documentazione che ne costituisce parte integrante (es. Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione) sono definiti illeciti disciplinari.

Nei confronti dei collaboratori e collaboratrici retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa, all’età di chi l’ha commessa:

  • richiamo verbale per mancanze lievi;
  • ammonizione scritta nei casi di recidiva delle infrazioni;
  • sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
  • risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio dell’Associazione, radiazione dello stesso.

Ai fini del precedente punto:

  1. incorre nel provvedimento disciplinare del richiamo verbale per le mancanze lievi il collaboratore che violi, per mera negligenza, le procedure associative, le prescrizioni del Codice di condotta o adotti, nello svolgimento di attività sensibili, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, qualora la violazione non abbia rilevanza esterna;
  2. incorre nel provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta il collaboratore che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile il richiamo verbale e/o violi, per mera negligenza, le procedure aziendali, le prescrizioni del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione o adotti, nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, qualora la violazione abbia rilevanza esterna;
  3. incorre nel provvedimento disciplinare della multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione il collaboratore/la collaboratrice che risulti recidivo, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile l’ammonizione scritta e/o, per il livello di responsabilità gerarchico o tecnico, o in presenza di circostanze aggravanti, leda l’efficacia del presente modello con comportamenti quali:
    • l’inosservanza dell’obbligo di informativa al/alla Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni; l’effettuazione, con colpa grave, di false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello o del Codice di condotta, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione:
    • la violazione delle misure adottate dall’Associazione volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante; la reiterata inosservanza degli adempimenti previsti dalle prescrizioni indicate nel presente modello, nell’ipotesi in cui riguardino un procedimento o rapporto in cui è parte la Pubblica Amministrazione (ivi comprese le Autorità Sportive);
  4. incorre nel provvedimento disciplinare della sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di 15 giorni il collaboratore/ la collaboratrice che risulti recidivo/a, durante il biennio, nella commissione di infrazioni per le quali è applicabile la multa non eccedente l’importo di 5 ore della normale retribuzione e/o effettui, con dolo, false o infondate segnalazioni inerenti alle violazioni del Modello e del Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione e/o violi le misure adottate dalla Società volte a garantire la tutela dell’identità del segnalante così da generare atteggiamenti ritorsivi o qualsiasi altra forma di discriminazione o penalizzazione nei confronti del segnalante;
  5. incorre nel provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto senza preavviso il collaboratore che eluda fraudolentemente le prescrizioni del presente modello attraverso un comportamento inequivocabilmente diretto alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti al punto 4- e/o violi il sistema di controllo interno attraverso la sottrazione, la distruzione o l’alterazione di documentazione ovvero impedendo il controllo o l’accesso alle informazioni e alla documentazione agli organi preposti, incluso la Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni in modo da impedire la trasparenza e verificabilità delle stesse.